(Foto:Dolomites Sky Race 2012) C’è un momento, quando superi i duemila metri di quota e il sentiero si fa roccia viva, in cui il respiro cambia ritmo. La corsa smette di essere un semplice gesto atletico e diventa qualcosa di diverso: una danza d'equilibrio, concentrazione e puro rispetto per quello che ti circonda. L'amore per il trail running e le skyrace è nato presto, nei primissimi anni di corsa a metà degli anni Duemila. Un’attrazione irresistibile verso le Prealpi e le Dolomiti, verso quelle vette che chiamavano a gran voce. Raggiungere i 3.152 metri della Capanna Fassa Piz Boè con il pettorale spillato sulla maglia è una di quelle sensazioni che ti restano dentro per sempre. A quelle altezze sembra davvero di volare. L'aria sottile ti brucia i polmoni, ma la vista ti ripaga di ogni singolo metro di dislivello. Ma la montagna non regala nulla e non perdona la disattenzione. Se in salita la fatica ti piega, in discesa serve lucidità assoluta. Le discese tecniche sono ...
Il calendario non mente: l'autunno è alle porte e la tabella parla chiaro. Per preparare la Venicemarathon servono i lunghi, serve mettere chilometri nelle gambe e abituare il corpo alla fatica prolungata. Ma non ci si può limitare ad accumulare distanza. In programma ci sono anche molte mezze maratone e per corre delle half marathon bene serve anche reattività, serve brillantezza, serve allenare la velocità. L'estate sembra non voler cedere il passo. Le previsioni preannunciano l'ennesima ondata di caldo anomalo, un nemico silenzioso che alza i battiti e trasforma anche un ritmo medio in un'impresa. E allora come procedere? La soluzione che al momento mi viene più scontata è correre dopo il tramonto. Quando il sole scende e l'asfalto smette di irradiare calore diretto, l'aria cambia. Spostare le uscite impegnative in orario post-tramonto diventa quasi una scelta obbligata. Non si tratta solo di comfort termico, ma di rendimento: correndo con qualche grado in me...