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L'uomo sogna di volare (ma finisce per correre)

Nel lontano 2005 i Negrita cantavano che "l’uomo sogna di volare". Una metafora bellissima, certo, ma se ci pensi bene, la realtà è un’altra: l’uomo, più probabilmente, finirà sempre per correre. Correre è la nostra forma di volo con le gambe per terra. È il modo in cui mettiamo le ali ai piedi e ci stacchiamo, anche solo per un attimo a ogni falcata, dalla forza di gravità e dalla quotidianità. Ma cosa ci spinge davvero a mettere le scarpe e uscire dalla porta, giorno dopo giorno? I sogni. Sogniamo traguardi, immaginiamo battiti che accelerano, linee d'arrivo tagliate a braccia alzate, tappe storiche da conquistare, piccole o grandi imprese personali. Il sogno è il carburante segreto di ogni runner. È quella scintilla che ti fa svegliare prima dell'alba quando fuori fa freddo, o che ti spinge ad accelerare negli ultimi chilometri di un allenamento tirato. Nel mondo dello sport , e nella corsa in particolare , i sogni hanno un potenziale immenso: sono l'unica vera...
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101

Ci sono numeri che non sono semplici cifre, ma coordinate temporali che accendono una scintilla dentro: 101. Tanti sono i giorni che mi separano dalla Venicemarathon. E domani, si comincia a fare sul serio O forse, si comincia a fare sul serio con calma. La mia preparazione partirà con un approccio ragionato: i primi 17 giorni saranno leggeri, dedicati a ritrovare il focus e, soprattutto, a curare nei minimi dettagli un aspetto fondamentale come l’alimentazione sportiva. Poi, dal 27 luglio, anche le tabelle degli allenamenti inizieranno a cambiare. Gradualmente, senza fretta, un passo alla volta. A 54 anni l'esperienza ti insegna che la fretta è solo una scorciatoia verso gli infortuni, e io questa partita voglio giocarmela bene, fino all'ultimo metro. Ad agosto la strada tornerà a farsi sentire sotto le scarpe con i primi "lunghi" che toccheranno i 30 km. Inutile nasconderlo: questo viaggio ha un sapore diverso. È l'ultimo ballo contro il cronometro per una prepa...

Sarò migliore!

C'è una verità che impariamo chilometro dopo chilometro, ripetuta dopo ripetuta: allenare i muscoli e il fisico è fondamentale, ma se la testa decide di fermarsi, le gambe non vanno da nessuna parte. La mente è il vero motore, il centro di controllo di ogni nostra sfida. Troppo spesso guardiamo gli altri, i loro tempi, i loro traguardi. Ma la verità è che l'unico vero rivale da battere lo incontriamo ogni mattina davanti allo specchio. Il segreto non sta nel compiere imprese titaniche da un giorno all'altro, ma nella costanza di un piccolo, continuo progresso. L’obiettivo deve essere chiaro: cercare di essere migliori del noi stessi del giorno prima. Prendi quello che eri ieri. Accetta il punto in cui ti trovi oggi. Trova lo spunto per fare un piccolo passo in avanti domani. Non importa se senti di essere già sulla strada giusta o se stai faticando a trovare il ritmo: l'importante è non arrendersi. C'è sempre un dettaglio da levigare, un pensiero da focalizzare, un ...

La corsa ti rivela...

  C’è un grande malinteso che gira intorno al mondo del running, specialmente quando si parla di lunghe distanze, di maratone o di allenamenti che portano al limite. Molti sono convinti che correre chilometro dopo chilometro, anno dopo anno, sia una sorta di pozione magica capace di forgiare il carattere. Pensano che la corsa crei la resilienza dal nulla, che ti renda forte, che ti trasformi in una persona determinata. Ma la verità è un'altra, ed è molto più cruda e affascinante. La corsa non inventa nulla. La corsa rivela. Quando sei al trentesimo chilometro, quando le gambe bruciano, il fiato si accorcia e la testa ti urla di fermarti, la strada non ti sta regalando la grinta che non hai. In quel momento esatto, la corsa sta solo andando a scavare dentro di te, togliendo tutti i filtri della quotidianità. Se dentro di te c'è una scintilla di determinazione, la corsa la trasforma in un incendio. Se c'è la forza di non mollare, la corsa la tira fuori. Ma deve essere già lì....

Sulla strada siamo tutti uguali!

  Ci sono giorni in cui la strada sembra appartenerci. Scarpe allacciate, ritmo costante, il fiato che si sincronizza con i passi. Quando corriamo nel traffico, immersi nelle nostre emozioni e nella fatica, entriamo in una bolla. In quel momento, ammettiamolo, scatta un meccanismo psicologico strano: pensiamo inconsciamente che tutto il mondo debba ruotare intorno a noi. Guardiamo gli automobilisti e pretendiamo, quasi come un diritto divino, che ci vedano, che ci leggano nel pensiero e che rallentino al nostro passaggio. Poi, però, l’allenamento finisce. Ci facciamo la doccia, prendiamo le chiavi della macchina e saliamo a bordo. E improvvisamente la prospettiva si ribalta. Diventiamo quegli stessi automobilisti che guardavamo con diffidenza un'ora prima. Ed è proprio lì, dietro al volante, che dovremmo fare un bagno di realtà e ricordare a noi stessi quanto sia complessa la convivenza sulla strada. C'è un dettaglio fondamentale che spesso dimentichiamo quando siamo a piedi: l...

​Fascino senza tempo

  Ci sono strade che ho calpestato mille volte. Sentieri, sterrati e capezzagne che collegano Collalto a Barbisano, linee sinuose tracciate nel cuore profondo delle colline trevigiane. Eppure, se c’è una cosa che la corsa mi ha insegnato in oltre venticinque anni di passi, è che queste terre non si rivelano mai allo stesso modo. Non c'è spazio per la noia dove la natura e la storia continuano a cambiare scenario. Quando corro qui, a volte, mi ritrovo a galleggiare in ricordi desueti, quasi sbiaditi dal tempo. Attorno non c’è quasi nessuno. Solo il ritmo regolare delle mie scarpe sul terreno e, a fare da contorno, il canto di qualche uccello. È in questo silenzio che la collina si popola di incontri inaspettati. Spuntano i leprotti, veloci e discreti; compaiono i caprioli, con quella loro eleganza fiera e meravigliosa che ti blocca il respiro per un istante. E poi la memoria torna a quel giorno d'inverno, a quel faccia a faccia ravvicinato con uno sciacallo dorato. Lì per lì l’a...

Mattone dopo mattone

  L'estate è arrivata e, con lei, il caldo che picchia sull'asfalto e toglie il fiato. In questo periodo dell'anno, guardando le tabelle di allenamento, si è spesso tentati di tirare i remi in barca. Per molti, se non si sputa l'anima su un bagnato di sudore tra ripetute e ritmi folli, sembra quasi di non allenarsi. C'è la falsa credenza che correre piano, prediligendo la rigenerazione e il fondo lento, sia tempo perso. Ma la verità è un'altra: questo non è tempo perso, è tempo investito. Correre d'estate con un focus sulla resistenza e a ritmi meno impegnativi non è un ripiego, ma una strategia fondamentale. È la fase in cui si mette fieno in cascina, lavorando su due fronti pilastro per ogni podista: il benessere fisico e la solidità mentale. Dal punto di vista fisico, la corsa soft in regime aerobico è una manna dal cielo. È scientificamente provato che correre a basse intensità abitua il corpo a ottimizzare l'uso dei grassi come carburante, favorendo...