
Oggi a Riva del Garda si é corso la 7^ EDIZIONE DELLA GARDA TRENTINO HALFMARATHON gara valida per l' assegnazione del titolo di campione italiano di maratonina. Da subito si é capito che questa manifestazione era molto importante e parteciparvi era già una vittoria. Io ho avuto la fortuna di esserci ed ora ve la racconterò:
La mattinata si é presentata dalle prime ore dell' alba molto ventosa ma arrivati a Riva il vento si é subito placato ed il riscaldamento pre-gara è stato agevolato dal clima mite che questo insolito novembre ci ha riservato. La partenza doveva avvenire alle 10 ma per problemi tecnici è stata posticipata alle 10:15 e a quel punto...BOOM!!!Viaaaa partiti.
I primi chilometri sono volati anche grazie alle meravigliose persone che hanno seguito la gara dai lati della strada ed hanno incitato un po' tutti. Ma poco dopo il 6' chilometro tutti i runners hanno conosciuto il vento di Torbole sul Garda, vento che non ti lascia scampo ed ha stento si riusciva ad avanzare!!! Il percorso ha transitato lungo la pista ciclabile che da Torbole porta ad Arco poi, passando sulla strada principale ha girato verso il monte Brione per poi ritornare verso Riva del Garda. Quando sembrava tutto finito...altro passaggio a Torbole...ed altro vento fortissimo da sopportare! Ma da li il percorso ci ha visti tutti passare per il lungo lago ed il fascino di quella zona ci ha dato la forza per raggiungere il traguardo.
Ho concluso la GARDA TRENTINO HALFMARATHON in 1:40:39 e per me é un risultato molto buono!!!Questa gara è stata per me molto importante in vista della Milanocitymarathon e sinceramente sarei stato contento di aver partecipato a questo evento anche se non avessi avuto l' impegno del 23 novembre.Tra una settimana sarò a Milano...e tutto mi fa credere che potrò affrontare questa maratona nel migliore dei modi.
Non nascondo comunque la grande stanchezza provata a fine gara e per chi mi conosce inserisco la foto scattata dentro al palafiera...voi mi avete mai visto con questa espressione???
Dal sito www.corridori.net
Si è disputata quest’oggi la settima edizione della Garda Trentino Half Marathon valevole anche come campionato italiano di Mezza Maratona Master 2008. La vittoria è andata al giovane keniano Peter Chesang Kurui in 1h01′51, per lui gara solitaria sin dall’inizio. Secondo posto per Isaac Kipkoech Kiplagat (1h04′08), terzo Eligy Ngeny Kibet (1h04′12). Tra le ragazze successo per Gloria Marconi con il crono di 1h16′05 davanti a Giovanna Ricotta e Sonia Lopes. All’arrivo 3706 atleti. Per la Mezza del Garda Trentino un gran successo!
domenica 16 novembre 2008
7° EDIZIONE DELLA GARDA TRENTINO HALFMARATHON: CAMPIONATO ITALIANO MARATONINA
Pubblicato da
Alberto Bressan "Pasteo"
a
domenica, novembre 16, 2008
domenica 9 novembre 2008
Maratonina di San Martino 2008

Foto by Manuela Sartor
Oggi a tra Quinto di Treviso (Tv), Treviso e Paese (Tv) si é corso la 1^ Maratonina di S. Martino gara valida per il Campionato Provinciale Assoluto, Amatori, Master, maschili e femminili. La gara é stata bella, veloce e scorrevole anche se il clima continua ad essere troppo caldo e tanti hanno risentito questo fattore. Io ho iniziato a correre circa 50 minuti prima dello start perché mi serviva un' allenamento medio/lungo e quindi oggi dovevo correre circa 30 chilometri.Foto by Manuela Sartor
Nonostante questo mega riscaldamento ho concluso questa mezza maratona in 1:42.48 tempo certo non irresistibile...ma per me é più che discreto. Ormai i giochi sono fatti e tra una settimana ci sarà il Campionato italiano a Riva del Garda (Tn) per me penultimo evento di questa ultima parte dell' anno.Foto by Manuela Sartor
Mancano solo due settimane alla Milanocitymarathon e mi sembra ieri che ho iniziato la preparazione! Ormai... manca davvero poco ed io non sto più nelle scarpe!!!!
Foto by Manuela SartorFoto by Manuela Sartor
Classifiche maschile
| 1° | BUDALIA SAID | A. ATL. DOLOMITI BELL. | 1:06:02 |
| 2° | ZANATTA PAOLO | FIAMME ORO PD | 1:09:23 |
| 3° | ZORDAN ANDREA | ATL. VICENTINA | 1:09:50 |
| 4° | CENEDESE CRISTIAN | JAGER ATL. VITTORIO | 1:09:51 |
| 5° | GOBBO SIMONE | JAGER ATL. VITTORIO | 1:09:52 |
| 6° | PLESNIKAR FRANCO | US. MARIO TOSI | 1:09:54 |
| 7° | VIVIAN ENRICO | ATL. VICENTINA | 1:09:59 |
Classifiche femminile
1° GIORDANO LAURA ATLETICA INDUSTRIA 1:16:15
2° FEDELI PAOLA ATLETICA ASI VENETO 1:19:58
3° ZANATTA MICHELA ATLETICA ASI VENETO 1:22:41
4° BORZANI LISA ATLETICA ASI VENETO 1:27:27
5° SCORZATO TIZIANA ATL.VICENTINA 1:27:48
6° RONCAGLIA SABRINA ---------------- 1:28:40
7° DOTTO BIANCA ATL. CASA IN CASA 1:29:00
Dal sito www.trevisomarathon.com
Said Boudalia e Laura Giordano hanno inaugurato l’albo d’oro della Maratonina di San Martino, la cui prima edizione si è disputata stamane a Paese (Treviso) con la partecipazione di circa 500 atleti. L’italo-marocchino d’adozione bellunese, reduce dalla Venicemarathon, è giunto al traguardo in 1h06’02", precedendo il poliziotto Paolo Zanatta (1h09'23") e Andrea Zordan (1h09’50"). Un successo netto, esattamente come quello ottenuto in campo femminile da Laura Giordano. L’atleta della Industriali Conegliano, ottima specialista delle multiscipline (quest’anno ha vinto due titoli italiani di duathlon ed è giunta seconda ai Tricolori di triathlon su distanza olimpica), ha corso in 1h16’15". Poco più di un allenamento per un’atleta che punta ad essere protagonista alla Treviso Marathon del prossimo marzo. Sul podio anche Paola Fedeli (1h19’58") e Michela Zanatta (1h22’41"), alle prime gare del 2008 dopo aver perso gran parte della stagione a causa di un infortunio. La manifestazione è stata organizzata dall'Atletica Mastella Quinto e dal Gs Dinamis in collaborazione con Maratona di Treviso Scrl. CLASSIFICHE. Uomini: 1. Said Boudalia (Dolomiti) 1h06’02", 2. Paolo Zanatta (Fiamme Oro) 1h09’23", 3. Andrea Zordan (Vicentina) 1h09’50", 4. Christian Cenedese (Jäger Vittorio Veneto) 1h09’51", 5. Simone Gobbo (Jäger Vittorio Veneto) 1h09’52", 6. Franco Plesnikar (Us Mario Tosi) 1h09’54". Donne: 1. Laura Giordano (Industriali Conegliano) 1h16’15", 2. Paola Fedeli (Asi Veneto) 1h19’58", 3. Michela Zanatta (Asi Veneto) 1h22’41", 4. Lisa Borzani (Asi Veneto) 1h27’27", 5. Tiziana Scorzato (Vicentina) 1h27’48", 6. Sabrina Roncaglia 1h28’40".
Pubblicato da
Alberto Bressan "Pasteo"
a
domenica, novembre 09, 2008
martedì 4 novembre 2008
LO STRETCHING
Dal sito www.sportmedicina.com
Nello sport lo stretching assume un'importanza basilare in quanto è proprio grazie a questo particolare sistema di allungamento/allenamento che il praticante raggiungerà la massima (ovviamente individuale) flessibilità muscolare.
1- Origini dello stretching
La parola "stretching" è un termine che proviene dall'inglese "to stretch" che in italiano significa allungamento. È una metodica che consiste nell'allungamento muscolare e nella mobilizzazione delle articolazioni attraverso l'esecuzione di esercizi di stiramento, semplici o complessi, allo scopo di mantenere il corpo in un buono stato di forma.
IL SARCOMERO - Unità contrattile del muscolo
Lo stretching è arrivato in Europa e in Italia, sulla scia della ginnastica aerobica e della cultura del tempo libero e della cura del corpo, giunte come sempre da oltre oceano. Le origini dello stretching sono varie; quello più conosciuto è quello codificato da Bob Anderson.
Gli esercizi di stretching sollecitano, oltre alle fibre muscolari, il tessuto connettivo (tendini, fasce ecc.) presente nella struttura contrattile. Il tessuto connettivo è estensibile (può essere allungato), ma se non viene regolarmente sollecitato con l'esercizio fisico, in breve tempo perde questa caratteristica essenziale.
Parlando di stretching è anche d'obbligo parlare della mobilità articolare (conosciuta anche come: articolarità, flessibilità, estensibilità, ecc.): è la capacità di compiere movimenti ampi ed al massimo della estensione fisiologica consentita dalle articolazioni.
Questa capacità è condizionata:
- dalla struttura ossea dell'articolazione;
- dalle sue componenti anatomiche e funzionali (grado di estensibilità dei legamenti, tendini e muscoli);
- dalla temperatura dell'ambiente;
- dal livello di riscaldamento del corpo.
È importante ricordare che le fibre muscolari si adattano rapidamente a qualsiasi situazione.
2- Tipi di stretching
Non esiste una sola forma di stretching, anche se quello più conosciuto è, come già detto, quello codificato da Bob Anderson. In questo capitolo prenderemo in considerazione quelli più conosciuti.
Stretching balistico
È il primo tipo di allungamento conosciuto e in genere non viene utilizzato nei centri sportivi, palestre, club perché è pericoloso in quanto fa attivare nel muscolo il riflesso di stiramento (riflesso incondizionato che ordina al muscolo di reagire ad una tensione brusca con una rapida contrazione, con elevato rischio di trauma muscolare). È un sistema di stretching vecchio e ormai accantonato per la sua pericolosità. Il metodo è molto semplice, si arriva in posizione di allungamento e poi si inizia a molleggiare.
Stretching dinamico
Questo sistema è consigliato in programmi sportivi in cui sono previsti movimenti ad elevata velocità, poiché agisce sull'elasticità di muscoli e tendini. Il muscolo agonista contraendosi rapidamente tende ad allungare il muscolo antagonista (il muscolo che in questo esercizio vogliamo allungare); si effettuano, quindi, movimenti a "rimbalzo" con una certa rapidità. La tecnica consiste nello slanciare in modo controllato le gambe o le braccia, in una determinata direzione, senza molleggiare, rimbalzare o dondolare.
Leggi dello stretching dinamico:
- procedere ad un riscaldamento generale (cardiovascolare) e settoriale (rotazione delle articolazioni: collo, spalle, gomiti, polsi, ecc.);
- iniziare con slanci lenti e sciolti e gradatamente aumentare l'ampiezza oppure la velocità di esecuzione.
- non slanciare in modo incontrollato (tipo stretching balistico).
- controllare il movimento.
- terminare gli slanci quando si manifestano i primi segni di fatica in una diminuzione di ampiezza e velocità.
- non allenarsi quando i muscoli sono affaticati, i muscoli stanchi sono meno flessibili, meno veloci e più soggetti a traumi.
- per sport altamente tecnici (come ad es. il Taekwon-Do) è necessario prestare particolare attenzione all'allineamento dei segmenti corporei.
Stretching statico
È il sistema di stretching più conosciuto, quello codificato da Bob Anderson. Questo sistema di stretching, con le sue posizioni e il suo modo di respirare, prende spunto dallo yoga e fonda la sua pratica in esercizi di stiramento muscolare allo scopo di mantenere il corpo in un buono stato di forma fisica. Si raggiunge l'allungamento muscolare tramite posizioni di massima flessione, estensione o torsione. Queste posizioni devono essere raggiunte lentamente in modo da non stimolare nei muscoli antagonisti il riflesso da stiramento.
RIFLESSO DA STIRAMENTO
Raggiunta la posizione va mantenuta per un tempo da 15 a 30 secondi, è importante che l'estensione non superi la soglia del dolore.
Leggi dello stretching statico:
1.Trazione costante senza molleggi da 10 a 30 secondi.
2.Mai oltre la soglia del dolore.
3.Riscaldamento generale prima dello stretching.
4.Abbigliamento comodo.
5.Ambiente non rumoroso.
6.Suolo non freddo.
7.Concentrazione.
8.Non confrontarsi con altri.
9.Controllo del respiro.
10.Alternare l'estensione dei muscoli agonisti con quelli antagonisti.
11.Programma razionale, meglio se sviluppato da personale qualificato.
Stretching statico attivo
Gli esercizi di stretching statico attivo consistono in esercizi eseguiti con ampiezza di movimento e sostenendo l'arto o il segmento corporeo contraendo isometricamente i muscoli agonisti.
Leggi dello stretching statico attivo:
1.Se vi sono esercizi in sospensione per le gambe, le prime volte utilizzare dei rialzi.
2.Esercitare i muscoli stabilizzatori, specifici della posizione, mediante appositi esercizi.
3.Aumentare la forza e la resistenza generale, in particolare della sezione addominale e lombare.
4.Sviluppare al massimo la mobilità articolare.
P.N.F.
Deriva dalle parole inglesi "Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation" che in italiano significa "facilitazione propriocettiva neuromuscolare".
Questo sistema di stretching è diviso in 4 tempi:
1.Si raggiunge il massimo allungamento del muscolo in modo graduale e lento.
2.Si esegue una contrazione isometrica per circa 15/20 secondi (sempre in posizione di massimo allungamento).
3.Rilassamento per circa 5 secondi.
4.Si allunga nuovamente il muscolo (contratto precedentemente) per almeno 30 secondi.
L'intero procedimento è da ripetere per due volte. Questo tipo di stretching, viene usato molto nella terapia di riabilitazione.
C.R.A.C.
Deriva dalle parole inglesi "Contract Relax Antagonist Contract" che in italiano significa "contrazione, rilassamento e contrazione dei muscoli antagonisti". È simile al P.N.F., si differenzia nella fase finale dell'allungamento. Prevede, infatti, l'intervento attivo (contrazione) dei muscoli antagonisti (in questo caso agonisti del movimento) a quelli che si stanno allungando. Anche in questo caso è necessaria la presenza di un compagno che collabori nella contrazione isometrica iniziale dei muscoli che si vogliono allungare, e che dia anche un ulteriore aiuto, nella fase finale di allungamento, alla contrazione dei muscoli antagonisti. In questo sistema vi è una contrazione e un rilassamento del muscolo agonista quando viene contratto con forza l'antagonista.
C.R.S.
Significa "Contrazione, Rilassamento e Stretching. Questo sistema consiste nel contrarre isometricamente il muscolo in questione per 10/15 secondi, rilassarlo per 5/6 secondi e attuare l'allungamento.
Stretching globale attivo (o decompensato)
Lo stretching globale attivo si basa sul principio che solo gli stiramenti globali sono realmente efficaci. Gli stiramenti vengono effettuati mediante posizioni che allungano tutta una catena muscolare portando così ad una rieducazione della postura. È una forma di stretching innovativa e consiste nella rieducazione posturale per la prevenzione ed il trattamento delle alterazioni dell'equilibrio tonico dei muscoli e dell'equilibrio neurovegetativo riconducibili, in questo caso, alla pratica sportiva. Lo stretching globale attivo trae i suoi principi dalla Rieducazione Posturale Globale, metodo del "Campo Chiuso", creata da Philippe E. Souchard. L'importanza di questo sistema è che non agisce sul singolo gruppo muscolare ma nella globalità del corpo. Secondo la teoria del creatore di questo sistema, quando eseguiamo un esercizio di stretching classico su un muscolo (o un gruppo muscolare), otteniamo una parte di allungamento delle fibre interessate e una parte di allungamento che viene preso a "prestito" da altri gruppi muscolari. In altre parole, quando si allunga un muscolo, altri gruppi muscolari devono cedere la propria tensione per permettere l'allungamento del muscolo in questione. Tale meccanismo darà una falsa mobilità al muscolo. Questo sistema fa comprendere che ogni volta che si mette in funzione un determinato muscolo, si crea un movimento nell'intera struttura e da ciò si capisce che la struttura dell'uomo è organizzata in catene muscolari. Uno dei principi fondamentali, sfruttati dallo stretching globale attivo, è la globalità che prevede, quindi, l'interessamento di tutti i segmenti del corpo nello stesso momento attraverso la realizzazione di particolari posizioni che evolvono in maniera dolce e progressiva, con l'interessamento della respirazione, verso una posizione finale di massimo allungamento. Un'altra caratteristica necessaria è costituita dalla partecipazione "attiva" dei distretti muscolari interessati dallo stiramento attraverso la contrazione isotonica-eccentrica, ricercandone così il rilasciamento riflesso. Vengono utilizzate 9 (nove) posture, ognuna con la specificità di agire su una serie determinata di "catene muscolari". Nella pratica sportiva, in alternativa allo stretching tradizionale, permette un maggiore allungamento muscolare, controllato attivamente dal soggetto con sequenze coordinate. Ciò realizza un riequilibrio delle tensioni e permette una maggiore economia del sistema con un aumento quindi della performance atletica. Sembra, inoltre offrire una valida prevenzione contro le patologie da sovraccarico muscolo-tendinee.
3- Esempi di stretching
Stretching dinamico
Stretching statico
Stretching statico attivo
P.N.F.
Stretching globale attivo
4- Respirazione
È importante ricordare che qualsiasi sistema di stretching si stia attuando, la respirazione deve essere normale e tranquilla. Non bisogna mai trattenere il respiro durante un esercizio di allungamento. Lo scopo di una corretta respirazione è importante perché una buona ossigenazione attenua lo stato di tensione dell'atleta fino a portarlo ad uno stato di equilibrio delle sue funzioni fisiologiche e quindi anche del tono muscolare. La posizione deve permettere una corretta respirazione. Se la posizione mantiene il muscolo in un'eccessiva tensione è probabile che la respirazione diventi affannosa o difficoltosa, in questo caso è importante diminuire la tensione finché la respirazione non diventerà naturale. La concentrazione deve essere sia sulla respirazione, sia sull'esercizio che si sta attuando.
5- Praticanti dello stretching
Esistono tre categorie nelle quali classificare i possibili praticanti lo stretching.
1- Sportivi
Chi cioè regolarmente pratica un'attività fisica, a loro volta divisi in due sotto categorie:
- Sportivi dilettanti.
- Sportivi agonisti.
Per gli sportivi dilettanti è indicato lo stretching statico in quanto consente di acquisire e mantenere una buona flessibilità. Per gli sportivi agonisti lo stretching statico è indicato come riscaldamento o defaticamento, ma è indicato usare il P.N.F. come preparazione specifica, in quanto influisce in misura maggiore sulla mobilità articolare migliorando così la prestazione.
2- Individui sotto terapia correttiva o riabilitativa
In questi casi la casistica è ampia e differenziata e la migliore scelta è sempre nelle mani di un professionista qualificato nel settore della riabilitazione.
3- Individui inattivi
Lo stretching contribuisce notevolmente ad evitare o ridurre la rigidità delle articolazioni. Lo stretching, grazie alla sua semplicità e grazie al non utilizzo di attrezzature o spazi grandi può essere praticato facilmente da questi soggetti.
6- Test di valutazione della flessibilità
I test di valutazione della flessibilità, sono molto importanti nella vita dello sportivo (sia agonista che non agonista) in quanto permettono di conoscere i propri miglioramenti nel corso degli anni.
Di seguito sono riportati due esempi di test di valutazione della flessibilità.
TEST DELLO SGABELLO
Obiettivo:
Valutazione della massima flessibilità
Attrezzatura:
Sgabello al cui piano di appoggio corrisponde lo zero di un tabellone centimetrato; la parte superiore allo zero viene indicata come zona negativa, quella inferiore come positiva.
Descrizione:
L'atleta dopo essere salito a piedi nudi sullo sgabello, deve flettersi il più possibile in avanti tenendo le gambe tese e facendo scorrere le mani sul tabellone centimetrato. Il movimento deve essere eseguito senza oscillazione del tronco. Il punto di massima flessione deve essere mantenuto per qualche secondo.
TEST DELLA BACCHETTA
Obiettivo:
Valutazione della mobilità del cingolo scapolo omerale
Attrezzatura:
Una bacchetta di legno lunga un metro.
Descrizione:
L'atleta, dalla posizione seduta (per evitare una compensazione a livello lombare), impugna la bacchetta di legno. Da questa posizione, tenendo le braccia ben tese, esegue una circonduzione fino a toccare posteriormente il busto con la bacchetta. La prova viene ripetuta diminuendo progressivamente l'apertura dell'impugnatura. Infine, si misura la distanza tra le due mani.
7- Benefici
È utile soffermarci sui benefici che lo stretching genera sia sul livello di prestazione sportiva, che sull'efficienza fisica.
Benefici sul sistema muscolare e tendineo
- Aumenta la flessibilità e l'elasticità dei muscoli e dei tendini.
- Migliora la capacità di movimento.
- È un'ottima forma di preparazione alla contrazione muscolare.
- In alcuni casi diminuisce la sensazione di fatica.
- Può prevenire traumi muscolari ed articolari.
Benefici sulle articolazioni
- Attenua le malattie degenerative.
- Stimola la "lubrificazione" articolare.
- Mantiene "giovani" le articolazioni, rallentando la calcificazione del tessuto connettivo.
Benefici sul sistema cardiocircolatorio e respiratorio
- Diminuisce la pressione arteriosa.
- Favorisce la circolazione.
- Migliora la respirazione.
- Aumenta la capacità polmonare.
Benefici sul sistema nervoso
- Sviluppa la consapevolezza di sé.
- Riduce lo stress fisico.
- Favorisce la coordinazione dei movimenti.
- È rilassante e calmante.
8- "Leggi" dello stretching
*Riscaldamento generale prima dello stretching.
*Abbigliamento comodo.
*Ambiente non rumoroso.
*Suolo non freddo.
*Concentrazione.
*Non confrontarsi con altri.
*Controllo del respiro.
*Alternare l'estensione dei muscoli agonisti con quelli antagonisti.
*Rilassarsi.
*Programma sviluppato da personale qualificato.
9- Sport e stretching
E' importantissimo, da parte dell'atleta, non fare stretching solo in palestra sotto la guida del proprio insegnante, ma seguire giornalmente un proprio programma di stretching di minimo ½ ora. Un lavoro quotidiano e costante nel tempo consente alle articolazioni di raggiungere una maggiore mobilità, permettendo all'atleta una espressione migliore delle proprie potenzialità.
Da parte dell'insegnante vi devono essere dei punti fermi da seguire:
1) Ogni esercizio deve essere spiegato e dimostrato in modo chiaro ed esatto.
2) È importante soffermarsi su ciascun esercizio per il tempo necessario affinché il nuovo "movimento" sia ben compreso dal corpo.
3) Accanto alla dimostrazione pratica e teorica è importante esporre anche le sensazioni fisiche che l'esercizio deve far provare.
4) Mai pretendere dall'allievo che questi faccia l'esercizio perfettamente, è necessario comprendere che una persona ha un fisico diverso da un'altra. La corretta esecuzione si comprende dopo allenamento e prove.
5) Se si fanno esercizi in coppia è importante che gli allievi siano circa della stessa statura (peso e altezza).
Uno degli errori più comuni nell'atleta è quello di fare esercizi di stretching solo per un determinato gruppo muscolare, non rendendosi conto che il corpo è un insieme di catene muscolari.
è importante ricordare che ogni persona raggiunge il massimo della flessibilità attorno ai dieci anni, per questo è necessario prevedere in una parte dell'allenamento, degli esercizi di stretching anche con i bambini.
a cura di Andrea Canteri – Maestro Cintura Nera IV Dan
Pubblicato da
Alberto Bressan "Pasteo"
a
martedì, novembre 04, 2008
sabato 1 novembre 2008
Giocati il tuo penny e premi "start"!
La stagione 2008 é quasi arrivata al capolinea e non mi sembra neanche ieri che mi allenavo per la Trevisomarathon del 30 marzo. Il tempo vola e adesso mi trovo a sole 3 settimane dalla Milanocitymarathon e a 2 dal Campionato italiano di mezza maratona di Riva del Garda (Tn). Per certi versi non vedo l' ora di aver chiuso, spero positivamente, questa ultima parte di impegni perché sento il bisogno di staccare un po' la spina, di rilassarmi, di godermi i ricordi di questo '08 pieno di grandi soddisfazioni sportive e con calma pensare al prossimo anno e quali gare affrontare. Nelle ultime settimane ci sono stati dei momenti nei quali ho avuto diverse difficoltà ad allenarmi e ad esempio mi sono trovato a iniziare a correre alle dieci di sera e magari sotto un diluvio o magari ho dovuto fare allenamenti particolari per dei dolori forti al polpaccio destro. Sembra ridicolo ma mi ha supportato una canzone di Caparezza in cui il cantautore pugliese racconta il suo voler arrivare a tutti i costi ad "un livello successivo" nella vita come in un video game incitandosi a dare il meglio con la frase :"giocati il tuo penny e premi "start"!"
E per quanto assurdo possa sembrare quel penny che mi ronzava per la testa in quei momenti difficili io me lo sono giocato concludendo la scorsa domenica la Venicemarathon quando non pensavo neanche di arrivare al 10' chilometro...il dolore al polpaccio sembra sparito ...a volte... si trovano motivazioni e forza anche da cose che sembrano banali. Quindi inserisco questo pezzo alla fine del post così magari può essere di incitamento anche a voi e chissà che non ci troviamo alla Milanocitymarathon del 23 novembre con in testa:"giocati il tuo penny e premi "start"!"
Pasteo
Pubblicato da
Alberto Bressan "Pasteo"
a
sabato, novembre 01, 2008
lunedì 27 ottobre 2008
Climber: intervista con...l' alpinista
La montagna...il profumo del pino mugo e del sottobosco che ti restano nelle narici anche quando sei tornato a casa. La sua grandezza...l' enorme espressione con cui la natura ci ha voluto dire:"siete granelli di sabbia!". E mi immagino di riuscire a scalarla...di arrivare in cima;di dominarla guardando il panorama dall' alto e pensare che quel privilegio non è comune per tutti.Già...solo arrampicandosi tra le rocce si può arrivare a tanto. Scalare...salire sempre più su fino a dominare tutto! Sono queste sensazioni che mi hanno fatto venire voglia di fare un' intervista con una persona che a queste situazioni c' è abituato:un alpinista.
Pasteo: Ciao Cristian e benvenuto su Running...
Cristian: Ciao Pasteo mi chiamo Cristian Balducci, sono nato nel 1978, vivo in Garfagnana una località delle Alpi Apuane in Toscana. Ho iniziato a frequentare la montagna fin da piccolo, sci escursioni e speleologia sono stati gli inizi, poi sono approdato all'alpinismo e a 28 anni ho fatto della mia passione la mia professione diventando Guida Alpina. Sono sposato e ho due bambine Nicole la grande (4 anni) e Nives l'ultima arrivata (pochi mesi). Insieme a mia moglie Stefania nei mesi estivi gestiamo un rifugio sulle Apuane il rifugio Orto di Donna che per i tre mesi estivi diventa la mia base per le attività sia professionali che di piacere. La maggior parte delle mie salite le faccio qui sulle montagne di casa con i clienti e una discreta quantità in giro per le Alpi. Vivo la montagna a 360 gradi adoro le attività invernali sci-alpinismo freeride e ghiaccio, e l'estate scalo su roccia.
P: Quali sono le motivazioni che hai avuto per decidere di avventurarti in questo sport?
C: Sono nato e cresciuto in un paesino di montagna quindi le mie belle escursioni nei miei monti le ho fatte fin da piccolo ma la passione è arrivata intorno ai 14 anni con la speleologia e successivamente intorno ai 18 mi sono innamorato dell'Alpinismo vero e proprio.
P: A quanti anni hai iniziato e qual' è stata la prima vetta che hai scalato?
C: Ho iniziato a 14 anni come speleo ma come Alpinista intorno ai 18 anni. Le prime vette quelle intorno a casa la Alpi Apuane.
P: Descrivi la preparazione psico/fisica che si deve avere.
C: Mi alleno regolarmente correndo o andando in bici, per avere una buona base aerobica, e per ogni attività eseguo degli allenamenti mirati, ma sopra tutto facendo molta attività.
P: Sicuramente in questa disciplina la sicurezza é tra le cose più importanti.Vuoi descrivere l' attrezzatura che serve per non trovarsi in brutte circostanze?
C: Dare un elenco dell'attrezzatura è molto difficile perché ogni disciplina ha il suo materiale, sicuramente quello che secondo me è indispensabile è l'attrezzatura mentale, la preparazione fisica e una buona dose di consapevolezza dei propri limiti, legati da molta esperienza di montagna
P: Racconta l' arrampicata che ti ha emozionato di più...e quella in cui ti sei trovato in situazioni veramente preoccupanti?
C: Tutte hanno per me un grande valore emozionale, forse quella che ha segnato per me una svolta è stata la mia prima salita con un cliente, non tanto per la difficoltà tecnica ma per la responsabilità che da quel giorno in avanti avrei avuto nei confronti di chi si affidava a me per vivere le sue emozioni.Quelle più preoccupanti sicuramente quelle fatte durante i corsi guida, sai cercano sempre di portarti verso i tuoi limiti in ambienti difficili e spesso un po' di preoccupazione ti viene.
P: Quali sono i pensieri che si ha nella testa quando si é arrivati in cima ad un monte?
C: Gioia appagamento delle fatiche fatte, libertà, orgoglio, mica male no!
P: E' più difficile salire su una vetta o scendere?
C: Nella maggior parte dei casi alla salita, ci si prepara studiando le relazioni, le foto...ma difficilmente qualcuno studia altrettanto bene la discesa. Io credo che questo sia un errore perché la maggior parte degli incidenti avviene in discesa, spesso si arriva in cima tardi e quindi si scende al buio e sempre si è stanchi per la salita fatta la tensione cala e fare uno sbaglio diventa facile.
P: Perché alcuni tuoi colleghi passano dal climber al freeclimber...per trovare nuove emozioni o per incoscienza?
C: Se per freeclimber si intende l'arrampicata senza nessuna protezione o sicurezza credo che il motivo sia su un livello mentale e molto personale, difficile da spiegare e da comprendere. Probabilmente per ognuno è diverso, sicuramente alla base non c'è l'incoscienza.
P: Nei giornali si legge spesso "MONTAGNA ASSASSINA" quando succedono delle tragedie.Secondo te la montagna é davvero "assassina"?
C: No nel modo più categorico, e lo dice una persona che ha vissuto sulla propria pelle una perdita in montagna. La montagna è una cosa “inanimata” non ha intenzioni da killer, siamo noi con i nostri errori, e soprattutto con la mancanza di adeguata preparazione a causare gli incidenti in montagna. Io credo che sia giusto dire che gli incidenti in montagna assomigliano di più a suicidi che omicidi.
P: Vuoi dare qualche consiglio a chi vuole avvicinarsi al climber?
C: Si...fatelo perché quello che potrete vedere o provare non ha eguali.
P: Gli esperti dicono che il cambiamento climatico che é in atto nel tempo può far sbriciolare le rocce delle montagne. Questo fatto grave può rendere ancora più pericoloso arrampicarsi. Tu cosa ne pensi?
C: Ci sono sicuramente delle variazioni climatiche importanti, molti itinerari che un tempo si percorrevano in luglio agosto ora si possono fare soltanto in inverno o addirittura non sono più percorribili, ma comunque rimane talmente tanto da fare!
P: Io sono veneto ed abito ai piedi delle prealpi...hai mai scalato qualche montagna da queste parti?
C: Si capito spesso in Veneto soprattutto perché ho molti amici e colleghi e con loro ho fatto diverse cosette: dalle scalate su roccia a delle bellissime cascate di ghiaccio che dalle mie parti scarseggiano un po'.
P: Negli ultimi anni si é sentito parlare sempre più spesso di scalatori che abbandonano le montagne per salire sui grattacieli. Qual' è il tuo parere a riguardo?
C: Sicuramente l'impatto mediatico è superiore e molti climber ne hanno approfittato per farsi pubblicità e trovare sponsor, ma oltre a questo le due cose non hanno molti legami.
P: Hai un sogno nel cassetto riguardo il climber?
C: Troppi: dalle grandi Pareti Patagoniche, alle montagne dell'Himalaia. Il bello che ogni giorno mi sveglio con un nuovo sogno, questa forse è la benzina che serve per andare avanti.
P: Concludo chiedendoti quale sarà la prossima vetta che sfiderai?
C: Non ho un progetto definito in questo momento sono attratto da alcune cime qui sulle Alpi ma un paio di idee le ho anche per l'estero. Vedremo, famiglia permettendo, quale si realizzerà prima.
P: Grazie Cristian della tua disponibilità é stata un' intervista molto interessante e coinvolgente. Dalle tue risposte si capisce in modo evidentissimo che la montagna é la tua casa, il tuo abitat e che nutri per essa grande rispetto e questo ti fa onore.
I link di Cristian
www.rifugialpiapuane.it
www.prorock.it
www.criba-mountain.com
Anche in questa occasione si é parlato di uno sport splendido e di uno sportivo serio con un' intervista secondo me molto interessante. Pasteo vi saluta e vi rimanda alla prossima "Intervista col..."
Pubblicato da
Alberto Bressan "Pasteo"
a
lunedì, ottobre 27, 2008
domenica 26 ottobre 2008
Venicemarathon 2008: l' imperativo é...non mollare mai!
La Venicemarathon é ormai arrivata alla sua 23^ edizione e anche quest' anno é stato un grande evento. Per me doveva essere "solo" una sorta di allenamento in vista della Milanocitymarathon ed il tutto consisteva nel correre nel migliore dei modi fino al 30' chilometro e quindi ritirarmi. Alla fine,nonostante il forte dolore che ho accusato durante tutta la settimana scorsa al polpaccio destro che sembrava dover complicare il cammino verso il 23 novembre, ho corso molto discretamente e di questo ne sono molto contento.
Stra partenza Venicemarathon:
Ormai tutti non vedevano l'ora di iniziare a correre..di partire...di andare verso la propria scommessa. Io ero molto perplesso e pensavo che il mio ritiro potesse,nel migliore dei casi, avvenire verso il 10' chilometro e partii.
I primi chilometri sono andati senza nessun problema ma io temevo di capitolare circa dopo un' ora di corsa e quindi non mi facevo troppe illusioni...pensavo che "lusingarse"(illudersi) potesse solo farmi rimanere più male e ciò non sarebbe stato troppo buono!!!
Ma correndo...correndo...i chilometri iniziarono ad aumentare e quindi via il13'...via il 18'...passaggio della mezza maratona! Stavo correndo molto più piano del solito...ma chi se ne frega!!!Il polpaccio non mi creava grossi problemi e quindi andavo più fiducioso verso il 30'.
Arrivò anche il passaggio nel centro di Mestre e lì trovai tantissima gente che faceva un baccano incredibile. E quindi...via il 25' chilometro...il 28'...ormai c'ero! Ormai ero arrivato al mio punto di ritiro. Poco prima del Parco S:Giuliano ho avuto il piacere di essere incitato da un' "amico" di okkioallespalle.it e questo mi ha fatto molto piacere. Anche giovanni56 mi ha salutato quando sono passato al parco incitandomi...ragazzi: GRAZIEEEE. E' sempre bello sentirsi dire:"Vaiii Pasteooo!".
Ma arrivato al chilometro 30 sapevo che la mia gara era finita...quindi che fare?!?? Fermarsi é difficile quando si sta bene no?!!!? Ho pensato che per prima cosa era meglio fare stratching e poi iniziare a camminare in modo molto leggero così da de faticare le gambe. Ma l' idea che mi girava nella testa non era quella di fermarmi,anzi, continuavo a camminare senza nessun problema e quindi ho proseguito. Alla fine sono arrivato a Venezia circa il chilometro era il 39' e quindi lì ho deciso di arrivare al traguardo. Ho concluso la Venicemarathon 2008 col tempo di 04:45:28
Questa maratona é dedicata a:
Dedico questa nuova impresa a mio padre che lunedì scorso ha subito un' incidente stradale con il suo motorino...travolto da un' auto che non si é fermata ad una rotonda(ste rotonde!!!). Per fortuna ha riportato danni non vitali e a lui in questi ultimi giorni sono andati tutti i miei pensieri.
Caro "Memo" ti faccio questa dedica perché in fondo la Maratona di Venezia...tu...oggi l' hai corsa con me.
PASTEO
Dal sito www.venicemarathon.com

Il keniano Joseph Lomala si aggiudica la 23ª Venicemarathon Trofeo Casinò di Venezia in 2h11’04”, vincendo in volata sul connazionale e compagno di squadra Jacobs Chesire, staccato di un solo secondo (2h11’07”) e davanti all’etiope Kidane Abdi, terzo al traguardo in 2h11’57”.
Tra le donne, l’ungherese Aniko Kalovics non tradisce i pronostici vincendo la gara con un crono di 2h31’24 condizionato dal caldo e da problemi fisici sorti durante la gara. Dietro di lei, la keniana eterna seconda a Venicemarathon Anne Kosgei (2h32’21”) e la connazionale Florence Chepkurui. L’ungherese mette così fine al dominio africano delle ultime sei edizioni.
A metà gara, mentre il carabinieri Francesco Bennici alzava bandiera bianca per guai fisici, un gruppetto di keniani e di etiopi prendeva il comando della corsa, correndo ancora su buoni ritmi con proiezioni finali da sotto le 2 ore e 10, ma sul lungo ponte della Libertà che unisce la terraferma all’isola di Venezia, i keniani Joseph e Jacobs hanno staccato il gruppo, iniziando così un tandem a due che li avrebbe condotti fino al volata finale. Joseph, un keniano di origine Nandi molto alto per essere un maratoneta (175 cm), ama correre in Italia le mezze maratone. L’ultima sua apparizione risale infatti alla mezza di Torino dello scorso settembre. Jacobs, che al contrario appare come un nano vicino al connazionale, è fratello di Lenah Cheruyot, l’atleta keniana che lo scorso anno fece registrare il nuovo primato della corsa femminile. Primo italiano al traguardo è Federico Simionato dell’Aeronautica che ha chiuso in 2h18’05.
Nella gara femminile, l’esperta Anne Kosgei prendeva il largo attorno al 30° chilometro mentre la Kalovics veniva sorpresa da un’improvvisa stanchezza che la faceva rallentare il passo. Ma, l’esperta magiara ha lasciato sapientemente sfogare la keniana per un paio di chilometri, riprendendola e staccandola definitivamente all’ingresso a Venezia. La Kosgei, che ha chiuso in 2h32’21, collezionando così un altro secondo posto alla Venicemarathon dopo quello del 2007 e del 2002. Prima delle italiane è Monica Carlin del Brema Running Team che ha chiuso in 2h50’42 mentre Elisa Desco si ritirava proprio sul ponte della Libertà, attorno al 31° chilometro.
Ordine d’Arrivo - Uomini
1. Joseph Lomala (Ken) 2h11’06”
2. Jacob Chesire (Ken) 2h11’07”
3. Kidane Abdi (Eth) 2h11’57”
4. Wodajo Teneri (Eth) 2h14’21”
5. Paul Kimugul (Ken) 2h14’51”
6. William Biama (Ken) 2h15’55”
7. Nickodemus Biwott (Ken) 2h16’27”
8. Federico Simionato (Ita) 2h18’05”
Ordine d’Arrivo - Donne
1. Aniko Kalovics (Hun) 2h31’24”
2. Anne Kosgei (Ken) 2h32’21”
3. Florence Chepkurui (Ken) 2h35’09”
4. Caroline Kwambai (Ken) 2h38’33”
5. Amane Chewo (Eth) 2h40’59”
6. Seman Tigist (Eth) 2h43’40”
7. Monica Carlin (Ita) 2h50’42”
Nella categoria Handbike ha vinto Mauro Cattai in 1h26’30” su Giancarlo Meriti in 1h32’35”. Terzo Gian Luca Laghi in 1h32’39”.
Grande successo di pubblico lungo i 42 km di corsa, animati dalla carovana d’apertura composta da oltre 100 Harley Davidson e dai 21 gruppi di “Anima la Maratona”.
Grande successo anche per la prova regionale dei CAS del Coni, all’interno di Open Sport, al Parco San Giuliano, con oltre 500 bambini che si sono dilettati nelle diverse discipline sportive.
Pubblicato da
Alberto Bressan "Pasteo"
a
domenica, ottobre 26, 2008
sabato 25 ottobre 2008
La contrattura muscolare
Dal sito www.my-personaltrainer.it
Contrattura muscolare: contrazione involontaria, insistente e dolorosa di uno o più muscoli scheletrici. Il muscolo coinvolto si presenta rigido e l'ipertonia delle fibre muscolari è apprezzabile al tatto.La contrattura è di per sé un atto difensivo che insorge quando il tessuto muscolare viene sollecitato oltre il suo limite di sopportazione fisiologico. L'eccessivo carico innesca un meccanismo di difesa che porta il muscolo a contrarsi.
Le cause predisponenti possono essere di natura meccanica e/o metabolica ma non sono state ancora definite con chiarezza. Ciò che si sa è che sono in qualche modo correlate ai seguenti fattori:
mancanza di riscaldamento generale e specifico
preparazione fisica non idonea
sollecitazioni eccessive, movimenti bruschi e violenti problemi
articolari, squilibri posturali e muscolari, mancanza di coordinazione
La contrattura è la meno grave tra le lesioni muscolari acute poiché non causa alcuna lesione anatomica alle fibre. Ciò che si verifica è semplicemente un aumento involontario e permanente del loro tono.
I sintomi
Il soggetto colpito da una contrattura avverte un dolore modesto e diffuso lungo l'area muscolare interessata. L'ipertonia viene percepita piuttosto chiaramente e l'atleta lamenta una mancanza di elasticità del muscolo durante i movimenti. La palpazione consente di apprezzare l'aumento involontario del tono muscolare e di evocare dolore soprattutto in alcuni punti (trigger point attivi).Il dolore è tollerabile e non impedisce il proseguimento dell'attività sportiva. Tuttavia per allontanare il rischio di complicazioni è bene sospendere immediatamente l'allenamento o la competizione.
Cosa fare:
Anche in questo caso il riposo è la terapia più efficace. Per guarire da una contrattura normalmente sono sufficienti 3-7 giorni di stop, che potrebbero diventare molti di più se non si rispettano i giusti tempi di recupero. Inutile e controproducente continuare a svolgere le attività sportive che evocano fastidio o dolore alla zona interessata.Per accelerare il recupero sono utili tutte quelle attività che consentono di allungare la muscolatura e di favorire l'afflusso di sangue ai muscoli.Una attività aerobica moderata abbinata a qualche esercizio di allungamento aiuta a distendere la muscolatura sia direttamente (stretching) che indirettamente (iperemia locale). L'ideale sarebbe associare anche un massaggio decontratturante al termine dell'attività in modo da allentare le tensioni muscolari ed ottenere benefici anche a livello antalgico.Sicuramente utili, ma da utilizzare solo nei casi più gravi e sotto controllo medico, sono i farmaci antinfiammatori (FANS) e miorilassanti che con la loro azione contribuiscono a distendere la muscolatura.Tra le terapie fisiche utili per accelerare i tempi di recupero ricordiamo, l'elettroterapia, la ionoforesi e lo stretch and spray.Se la sintomatologia non scompare dopo 10 giorni di trattamento conservativo (riposo), è bene sottoporsi a visite specialistiche per accertarsi che non vi siano lesioni muscolari ben più gravi o che il dolore non sia la conseguenza di un altro problema (sindrome miofasciale, squilibri posturali, problemi articolari, ecc.).
Contrattura e crampi:
La sintomatologia della contrattura è simile a quella del crampo dalla quale differisce solo per alcuni aspetti:
per la causa di insorgenza che per i crampi è più legata a fattori energetici/metabolici
per i tempi di guarigione (molto più lunghi per la contrattura)
per il dolore avvertito (molto più violento in caso di crampi)
per le conseguenze sulla prestazione (mentre in caso di contrattura il soggetto riesce a riprendere l'attività senza particolari problemi in caso di crampi l'interruzione è quasi inevitabile).Spesso anche il confine tra contrattura e stiramento è sottile e può accadere che un semplice ipertono nasconda l'elongazione di alcune fibre muscolari.
PREVENIRE LA CONTRATTURA MUSCOLARE E' MEGLIO CHE CURARELa prevenzione delle contratture è rivolta all'eliminazione dei fattori predisponenti e/o perpetuanti:
eseguire sempre un adeguato riscaldamento
assicurarsi di essere nelle condizioni fisiche idonee per sostenere lo sforzo
coprirsi adeguatamente nei mesi invernali e, se necessario, utilizzate pomate specifiche durante la fase di riscaldamento
concedersi i giusti tempi di recupero e di rigenerazione
cercare di correggere eventuali squilibri muscolari e/o articolari
Pubblicato da
Alberto Bressan "Pasteo"
a
sabato, ottobre 25, 2008












