L'estate è arrivata e, con lei, il caldo che picchia sull'asfalto e toglie il fiato. In questo periodo dell'anno, guardando le tabelle di allenamento, si è spesso tentati di tirare i remi in barca. Per molti, se non si sputa l'anima su un bagnato di sudore tra ripetute e ritmi folli, sembra quasi di non allenarsi. C'è la falsa credenza che correre piano, prediligendo la rigenerazione e il fondo lento, sia tempo perso. Ma la verità è un'altra: questo non è tempo perso, è tempo investito. Correre d'estate con un focus sulla resistenza e a ritmi meno impegnativi non è un ripiego, ma una strategia fondamentale. È la fase in cui si mette fieno in cascina, lavorando su due fronti pilastro per ogni podista: il benessere fisico e la solidità mentale. Dal punto di vista fisico, la corsa soft in regime aerobico è una manna dal cielo. È scientificamente provato che correre a basse intensità abitua il corpo a ottimizzare l'uso dei grassi come carburante, favorendo...
(Venezia 28 ottobre 2007-Venicemarathon) Ci sono gare che sono semplicemente date sul calendario e gare che, invece, diventano capitoli della tua vita. Per me, la Maratona di Venezia è esattamente questo: un romanzo iniziato nell'ormai lontano 2007. All'epoca ero un neofita. Avevo solo due maratone alle spalle, corse un po' come capitava, contando più sull'incoscienza e sulla voglia di buttare il cuore oltre l'ostacolo che su una vera preparazione. Ricordo quel debutto veneziano come fosse ieri: una giornata grigia, umida, freddina. È stata una delle maratone più sofferte della mia vita. Un dolore alla gamba sinistra dal 21° chilometro, la schiena e la spalla destra doloranti quasi subito... ma la medaglia dovevo portarla a casa. Chiusi in 4 ore e 3 minuti, stremato ma felice. Da lì è iniziato un lunghissimo filo rosso che mi ha legato a questa splendida manifestazione, anno dopo anno. Chi corre a Venezia sa che lo scenario è meraviglioso, ma il meteo può trasform...