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Sto dipingendo il buio...

Cerco sempre di aggrapparmi a qualcosa di positivo e di vedere le cose con più ottimismo possibile. No,  non sempre risulta facile e a volte il buio che certi giorni devo contrastare sembra avere la meglio. Un po' come quando c'è nebbia fitta, sono in macchina e non si vede nulla ma cerco sempre di seguire la segnaletica per non finire fuori strada. Che non sia il periodo più idilliaco della mia esistenza sembra abbastanza palese ma non mi piango addosso. Ogni allenamento lo vivo come una conquista perché a volte vestirsi da runner, allacciare le scarpe e uscire a correre dà esattamente quella sensazione! Così mentre corro i miei pensieri si districano e si tuffano nei ricordi di altri allenamenti magari fatti 20 anni fa. Mi piace non scordare quei primi passi da neofita quando il mondo del podismo mi affascinava e mi emozionava molto più di adesso un po' come quando da piccolo nelle vetrine dei negozi di giocattoli c'era il calcio balilla calamitato, un sogno per i rag...
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Che tu possa avere rabbia!

L'avrò detto mille volte ma non mi stancherò mai di ripeterlo: la corsa non cambia il carattere né tantomeno lo forgia ma piuttosto lo rivela! Quante volte da piccolo sentivo allenatori o dirigenti di calcio descrivere un calciatore con buona tecnica ma concludevano:"peccato che non ha carattere". Il carattere è fondamentale nello sport, e non solo ovviamente, perché è quella molla che ti porta a nuove sfide, a nuovi obbiettivi e anche se non li raggiungi sai di averci provato con tutto tè stesso. Racconto sempre un aneddoto riguardo questo argomento, una situazione che ho vissuto diversi anni fa ma che mi lasciò davvero perplesso. Era l'inverno 2011 e in quel periodo mi stavo preparando per correre la Trevisomarathon. Avevo un tizio che mi girava attorno a quei tempi e a tutti continuava a blaterare che alla maratona di Treviso voleva innanzitutto migliorare come obbiettivo personale. Raccontava in giro che voleva fare un PB però non faceva niente per riuscirci. Io m...

La corsa univa

  Correva l'anno 2005 ed io ero all'inizio della mia storia atletica. Ancora un tantino sovrappeso ma la strada che avevo intrapreso segnava un percorso perfetto. Le gare a cui partecipavo erano poche, quantomeno quelle competitive ma anche alle classiche "tapasciate paesane" non ero ancora un frequentatore assiduo. Quello che però mi colpiva era il legame che la corsa creava tra i podisti! A quei tempi correvano molte meno persone, c'erano molte meno gare FIDAL di adesso e forse erano solo le non competitive ad avere dei calendari molto più ampi. Quel mondo sportivo univa le persone, le faceva conoscere e creava amicizie. A volte più forti, in altre più fragili ma comunque c'era qualcosa di chimico tra le persone che correvano. Io non ho mai sentito un maratoneta dare del "pistaiolo" agli atleti che si allenavano e correvano attorno alle piste. Non ho ricordi di podisti che correvano i 10 km su strada dare dei "nomignoli" agli atleti che c...

Preservatevi una vita ok!

Hai presente gli anni '70/'80? Se li hai presenti ricorderai sicuramente quante persone a quei tempi facevano uso di eroina 💉. Una piaga davvero di grandi dimensioni, talmente estesa che i decessi per overdose erano all'ordine del giorno. Chi ha avuto esperien ze di parenti o conoscenti sa perfettamente che i vari fattori che rendevano molto difficile la disintossicazione non erano soltanto legati ad una sostanza che di per sé dava dipendenza e assuefazione ma gli stessi consumatori tendevano a cercare di non fare uscire dal giro chi cercava di smettere. La stessa situazione si riesce a trovare in diverse altre situazioni simili come ad esempio il fumo di sigaretta 🚬 ! Se chiedi a una persona che ha smesso di fumare molto facilmente ti dirà che appena ha iniziato a provare a smettere i fumatori che conosceva hanno subito cercato di offrirgli una sigaretta. È un dato di fatto perché se tu provi a fare qualcosa che io non riesco a fare o che mi spaventa mi fai sentire infer...

Verso Siena:racconti di corsa del primo mese dell'anno

Sicuramente questo 2026 non è iniziato sotto l'auspicio della fortuna. Già durante il periodo natalizio non sono riuscito ad avere coerenza con la dieta che avevo iniziato a metà dicembre e tutto è sfumato dopo pochi giorni 🤦. Poi passata l'Epifania c'ho riprovato ma ecco che il virus dell'influenza mi ha tagliato le gambe. Per fortuna che nel mezzo sono riuscito a rinnovare l'attestato di idoneità con il Dott. Susanna che mi ha fatto i complimenti perché mi ha trovato davvero bene. Il 18 gennaio, pochissimi giorni dopo l'influenza, ho deciso di partecipare alla Maratonina Falconeri pur sapendo che sarebbe andata diversamente rispetto agli anni precedenti. Già durante il riscaldamento ho sentito pesantezza alle gambe e fiato lungo! "Qui ti salvi la pelle solo con l'esperienza" mi sono detto e dopo lo sparo dello starter mi sono tenuto sulla destra lasciando passare chi andava più di me, testa bassa, fiato lungo e niente che potesse essere visto co...

Duro come il carattere

  Ti è mai capitata la sensazione che il mondo stia cercando di testare i tuoi limiti? Quel momento in cui un progetto fallisce, una porta si chiude o un imprevisto rovina mesi di pianificazione? Succede a tutti. Ma c’è una sottile differenza tra chi si ferma a guardare il muro e chi decide di scalarlo. Quella differenza non è la fortuna, e non è nemmeno solo il talento. È il carattere. Spesso pensiamo che per superare i grandi ostacoli servano risorse straordinarie: soldi, contatti o un'intelligenza fuori dal comune. La verità è molto più cruda e, allo stesso tempo, più rassicurante: le sfide non si vincono con quello che hai, ma con quello che sei. Non è gridare più forte degli altri o non provare mai paura. Al contrario, la vera forza del carattere è una voce silenziosa che, a fine giornata, ti sussurra: "Va bene, oggi è stata dura, ma domani ci riproviamo." La capacità di assorbire il colpo senza spezzarsi. Come una pianta che si piega sotto la tempesta ma torna dritt...

Vincere è restare in piedi

Vincere è restare in piedi! Potrebbe essere letto sarcasticamente come quando tra amici in un bar si inizia a ordinare giri su giri di birre medie. Stavolta niente potrebbe essere più serio! Dopo l'ondata di gelo che ha investito gran parte dell'Italia ho purtroppo dovuto accettare l'inizio di una bronchite, non eccessivamente pesante ma sempre molto fastidiosa. Il clou è arrivato giovedì sera dopo il classico allenamento collinare che faccio con la temperatura ben sotto lo zero già nel momento in cui ho iniziato il riscaldamento. Nemmeno dopo vari chilometri e ripide salite ho potuto sentire le dita delle mani un pochino calde e a fine allenamento erano ancora gelide. Avrei dovuto correre ieri a Bibione (VE) ma ho desistito per darmi 24 ore in più di riposo e soprattutto recupero perché la tosse era abbastanza preoccupante. Stamattina la decisione di uscire lo stesso correndo più a sensazione che non cercare di forzare i ritmi. Ottimo sarebbe stato chiudere la mezza marato...